Il 5 maggio 1959 la chiesa di Santa Caterina era gremita. Alle ore 6.20 Rosa Lamparelli, dopo il segno della croce, una giaculatoria e un'Ave Maria, ebbe dalla Vergine il quinto messaggio:
"Figlia mia, sono cinque volte che ti parlo con tanto amore. Ma il mio amore non è amato!".
"Madonna, noi ti amiamo. Tu sei la Regina dei nostri cuori!" - assicurò con slancio Rosinella.
"Il vostro amore" - rilevò la Mamma Celeste - "è come una notte senza luna e senza stelle. Oh, come vi siete smarriti in questo mondo tenebroso!
Avete bisogno di luce, per schiarire le vostre menti, e di calore, per infiammare i vostri cuori".
"Solo tu ci puoi dare questa luce e questo calore, o Mamma!" - interruppe Rosinella.
E la Mamma: "Piano piano incomincia a parlare a questo mondo sconvolto. Le tue parole saranno un fermento vivificatore che dove arriva fa la massa. Parla a Giovanni XXIII. Digli di allargare le sue braccia per abbracciare tutti i figli che raminghi vanno per il mondo. Spalancasse le chiese, riempisse i confessionali, predicasse alla gente la penitenza, perché ognuno ha colpa di tante scelleratezze. L'ora sta per suonare!".
"Noi ti preghiamo, Mamma, affinché quest'ora non venga mai" - supplicò Rosinella.
Allora la Madonna, alzando le mani e lo guardo verso il Cielo, così pregò:
"Figlio mio, non alzare la tua mano per abbattere questi figli, ma abbassala per dare loro una carezza. Non aprire la tua bocca per lanciare la sentenza, ma di' loro che c'è un Cuore che li ama e un Padre che li aspetta!".
Il colloquio ebbe termine.
L'animo della "veggente" lucerina era pieno di speranza.